CINEMATICALLY - THE BOOK

Molti di noi conoscono Gianluca Dentici fin dalla nascita dell'Associazione Effetti Visivi, ad Aprile ha partecipato anche ad una delle tavole rotonde dell'AVFX Festival 2026.
Oggi esce questo libro che ha curato personalmente e abbiamo colto l'occasione per fargli qualche domanda sul libro e in generale sulla sua carriera.
Ciao Gianluca, come è nata l'idea di realizzare questo libro?
Di libri sulla cinematografia ce ne sono gia’ molti in giro quindi la motivazione non e’ certamente legata alla mancanza di risorse per il settore. Le motivazioni sono infatti personali e pratiche. Anzitutto la mia enorme passione per il cinema, la ripresa cinematografica, la fotografia. Ma anche quel pensiero affascinante che quegli strumenti cosi’ tecnici e tecnologici servano in realta’ a raccontare storie che finiranno su uno schermo per emozionare il pubblico. Ma tutto passa per una lente ed una macchina da presa. E’ tutto questo quello che mi ha affascinato sin da piccolo. E’ quello che ho scoperto frequentando I set sin dall’eta’ di tre anni grazie a mio padre, noto production designer italiano.
E poi frequentando il cineforum della parrocchia del mio quartiere a Roma. Poi il mio percorso all’Accademia Europea di Effetti Speciali diretta dal Premio Oscar Carlo Rambaldi.
Tutto questo mio percorso e’ anche esaustivamente e simpaticamente descritto nell’introduzione del libro.
Poi, lavorando in questo settore ormai da più di 25 anni ho incontrato tantissima gente interessante e appassionata come me, tecnicamente molto preparata ma ho anche conosciuto molti registi, che evidentemente non avevano una sufficiente preparazione tecnica al dila’ di quella artistica.
Credo che un filmmaker debba conoscere il proprio mezzo espressivo approfonditamente quando racconta la sua storia. Cosi’ come un pittore che sceglierebbe un pennello piuttosto che un altro per ricreare sfumature e tratti differenti nel suo quadro. Deve conoscere I suoi pennelli e strumenti.
Dopotutto il compito di un artista e’ di esprimere quello che ha in testa con un mezzo concreto a sua disposizione, affinche’ possa essere visualizzata, concretizzata e che anche gli altri possano godere di questa. Cosi’ e’ per il cinema. Il regista deve conoscere la macchina da presa, cosi’ come il suo occhio, cioe’ la lente. La maggior parte dei registi piu’ talentuosi e famosi al mondo ha infatti una profonda conoscenza del mezzo e passione per la tecnica cinematografica.
Poi c'è la nostra categoria, quella degli effetti visivi.
Anche qui ho incontrato molti artisti bravissimi, ma altri – davvero tanti – ho scoperto non avere una naturale passione per la fotografia o per le arti figurative in generale ed eseguire la realizzazione di effetti sulle inquadrature in maniera automatica, cercando semplicemente di far diventare bella un’inquadratura. Spesso non si domandano nemmeno con quale lente sia stata girata e le caratteristiche di quella specifica lente.
Questo significa aver imparato a cliccare sui tools di un software grafico per far venire fuori un risultato, ma non significa conoscere cio’ che c’e’ dietro a quell’immagine e alla sua storia.
Sento che esista ancora questo ‘gap’ tra il mondo del set e quello della post produzione dove ognuna delle parti conosce ‘un po’ – o ipotizza di sapere – cosa sta succedendo dall’altra parte. Ma questi due mondi a mio avviso non si parlano ancora a sufficienza. E non e’ colpa di nessuno se non di un dialogo mancato perché un ponte non e’ mai stato costruito o forse in qualche caso per una pericolosa e improduttiva presunzione di conoscenza, cosi’ come di una dose di disinteresse.
Questo avviene da entrambe le parti. Alle volte direttori della fotografia, registi, ecc., prendono delle decisioni sul set senza interrogarsi troppo sulle conseguenze della post produzione, pensando che tutto possa essere ‘fixable’ in maniera quasi automatica, oppure non concedendo al VFX Supervisor sul set il tempo necessario per far funzionare l’inquadratura in maniera adeguata, raccogliere dati etc.
D’altro canto in post produzione si tende troppo a guardare all’inquadratura girata come ad un problema da risolvere senza domandarsi il perché di quella decisione estetica. Alle volte le aziende di effetti visivi, sempre piu’ strozzate da budget al ribasso e sommerse di lavoro, tralasciano anche di fornire importanti informazioni tecniche ai loro artisti sulla ‘storia tecnica’ di una particolare inquadratura, presentandola davanti a loro semplicemente come un problema da risolvere.
Ho però spesso sentito artisti lamentarsi di come sia stata girata una scena sentenziando su come l’avrebbero girata loro se fossero stati loro sul set. Non sapendo che magari qualcuno sul set ha lavorato duro per fare in modo che venisse girata nella maniera migliore possibile considerando difficolta’ tecniche, l’attrezzatura di ripresa, le lenti scelte e magari difficolta’ logistiche del set stesso.
Queste sentenze spesso sono anche frutto di un’assoluta mancanza di fondamenti sulla ripresa cinematografica.
Infine, ho anche scoperto che molti filmmakers non conoscono alcune delle caratteristiche delle lenti cinematografiche e quindi potenzialmente perdono la possibilità di raccontare le loro storie in maniera ancora piu’ personale e connotata.
Nell’era della ripresa digitale poi - dove l’immediatezza del risultato visivo e’ ormai una indiscussa comodita’ - realizzare un’inquadratura davvero tecnicamente sbagliata è diventato molto raro ma ciò non fa di noi dei cinematographers o filmmakers completi. Perche’ nonostante questo, conoscere I mezzi piu’ approfonditamente, ci offre la possibilita’ di ottenere un risultato estetico ancora migliore rispetto ad una semplice, sterile e nitida immagine digitale.
Come accennavo, ci sono tantissime risorse di apprendimento sulla tecnica cinematografica. Ma ho notato che molte di queste approfondiscono dettagli tecnici sull’ingegneria ottica in maniera eccessiva e che si discostano quindi troppo dall’effettiva conoscenza tecnica che serve ad un’artista.
Nel mio libro ho fornito anche delle nozioni di ottica ma senza esagerare o scendere nell’ingegneristico, semplicemente perche’ non e’ quello che serve ad un’artista.
Certamente se si vuol costruire una carriera come ingegnere ottico il mio non e’ il libro adatto a questo percorso.
Infatti tutti gli argomenti, anche quelli piu’ tecnici, sono sempre trattati dal punto di vista del risultato estetico. In aggiunta, essendo un libro ‘interattivo’, il lettore puo’ avere accesso ad alcuni contenuti in alta risoluzione sia di frame fissi che video, registrati da tantissime lenti che ho provato durante la scrittura del libro (piu’ di 80 !) e su diverse macchine da presa.
Quindi, ecco, questo libro e’ un po’ per tutti gli artisti che hanno a che fare con l’immagine cinematografica.
Il libro sara’ disponibile a partire dal 3 Novembre in piu’ formati. Per ulteriori info e’ possibile visitare il sito www.cinematically.net
Raccontaci del tuo impegno per la Visual Effects Society, sappiamo che sei stato nominato Chairman della sezione londinese come sei arrivato a questo prestigioso incarico?
Si, sono ormai al terzo mandato consecutivo e sono molto contento del lavoro che stiamo svolgendo con tutto il team. La sezione Londinese e' stata in realta' rinominata VES UK di recente, proprio perche' da ora in avanti cominceremo ad organizzare eventi in tutto il territorio del Regno Unito. Il primo avverra' proprio i primi di Novembre a Glasgow, Scozia. Quindi l'incarico si fa ancora piu' impegnativo, ma come ti dicevo ho un attimo team nel Consiglio Direttivo che e' suddiviso anche in sottocommissioni che si occupano ognuna di uno specifico ambito.
Per gli eventi fuori Londra incaricheremo dei regional leads che da ora in poi si occuperanno di organizzare la logistica localmente.
Relativamente a come sono arrivato a questo incarico, beh anche in questo caso ti risponderei che mi ha guidato la passione, anzitutto per il mio lavoro nei VFX.
Riunire il mondo degli artisti che lavorano in questo settore e offrire loro opportunita' per scambiarsi opinioni, ma anche fornire loro opportunita' di learning sui tools per gli effetti visivi o dare la possibilita' di analizzare la realizzazione degli effetti visive di alcuni films con i realizzatori, penso siano tutti gli ambiti in cui il VES stia avendo un grande successo a livello planetario. Personalmente sono state forse alcune nostre idee innovative sul format e la tipologia di eventi che hanno attratto l'interesse di molti soci, a tal punto che ne abbiamo sempre di nuovi in UK e anche alcuni che sono tornati dopo aver abbandonato alcuni anni fa.
Con VES UK abbiamo negli ultimi anni incrementato moltissimo il numero di eventi offerti, dai VFX Talks ai Technical Talks, passando per gli Industry Status Talks, ed il nostro HQ ci ha informato che siamo attualmente i piu' prolifici globalmente in quantita' e qualita' di eventi organizzati. Un primate di cui siamo molto orgogliosi.
Infatti offriamo sempre almeno un evento al mese, ma e' anche successo di averne fino a tre ! Infine promuoviamo anche molti eventi di natura ricreativa, dove semplicemente organizziamo feste per gli associati nei caratteristici pub inglesi oppure in locali a tema. C'e' sempre una vasta partecipazione.
Penso sia un grande successo ma non è sempre semplice prima di tutto perché ovviamente siamo tutti volontari e durante il giorno ognuno svolge il suo lavoro nei VFX. Quindi dobbiamo sempre pianificare tutte le nostre attivita’ e anche semplicemente la comunicazione tra noi con un grosso anticipo. E poi perché trattandosi di un'associazione globale la cui sede generale e' a Los Angeles, per alcune procedure siamo molto dipendenti da loro.
Ora siamo entrati nella Awards Season che ci separa dai VES Awards 2027 che si svolgeranno a Febbraio, quindi molto vicini agli Oscar. A Gennaio dovremmo organizzare il Nomination Day con i soci giudici che saranno distribuiti in quattro sale di proiezione per Londra.
Tutte le sedi VES del mondo saranno collegate in tempo reale con il nostro HQ e con i Regional Leads di ogni continente per inserire i voti man mano che le proiezioni avvengono.
Insomma un bell'impegno se consideri anche che ogni sala deve avere almeno quattro persone per gestire I giudici + quattro backup in caso si ammalino !
3) Ad oggi dopo oltre dieci anni nel regno unito come racconteresti tutti i primi anni della tua carriera in Italia ?
Purtroppo li definirei "complicati". La motivazione e' che il nostro bel paese e' molto legato alla produzione interna che e' geograficamente piuttosto piccola. Cio' comporta una concorrenza spietata - spesso con offerte a ribasso e poca collaborazione tra le aziende di VFX - cosa che certamente non fa bene a tutto il comparto.
Sono a conoscenza però del fatto che negli ultimi anni questo stia un po' cambiando grazie alla fiducia che alcune società italiane si sono guadagnate lavorando con partner stranieri. Questo e' senza dubbio molto positivo. Certamente anche la possibilità del lavoro remoto derivato dalla pandemia ha favorito questa condizione.
Nel nostro paese ci sono molte menti apprezzatissime sia dal punto di vista tecnico che artistico, cosi' come anche il prodotto cinematografico e' mediamente molto apprezzato anche qui in UK. Purtroppo pero' l'Italia forse necessita di piu' 'internazionalizzazione' nel modo in cui produce questi contenuti, che dovrebbero essere adatti ad un pubblico piu' vasto e diversificato cosi' come nel modo in cui questi dovrebbero essere spinti, dal punto di vista del marketing, su mercati internazionali.
4) Nell'ultimo festival degli effetti visivi e dell'animazione cgi di aprile abbiamo avuto il piacere di averti in collegamento da Londra sul grande schermo, per il 2027 che altro potremmo fare come AVFX e VES insieme?
E' stato un grande piacere parteciparvi, soprattutto notare una bella partecipazione in sala. E' il segnale che grazie al vostro lavoro AVFX sia riuscita a riunire gli artisti del nostro settore accrescendo proprio il senso di appartenenza al comparto cine-televisivo e mostrando che il nostro lavoro ha un'effettiva e fondamentale rilevanza nel racconto cinematografico.
Le iniziative che possiamo intraprendere insieme sono molteplici, non ultima quella di organizzare degli eventi a cui potrete partecipare in maniera remota collegandovi con noi. In altri casi potremmo anche mettere a vostra disposizione le registrazioni di alcuni nostri eventi per i vostri associati. Infine potremmo anche organizzare una tavola rotonda la prossima volta che passo per l'Italia !





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